One Way To Stockholm (day two)

Un pochino in ritardo ti racconto come è andato a finire il viaggio verso la Svezia. Eravamo rimasti poco a nord di Norimberga…

Dopo esserci sistemati in una bellissima pensioncina a Betzenstein siamo usciti per cena. Grazie a Yelp abbiamo trovato ad un centinaio di metri una sorta di birreria, ma l’arredamento tipico e la cordialità del personale ci hanno tratto in inganno. oltre all Wienerschnietzel il menu offriva solamente pasta e pizza! In breve, abbiamo mangiato la peggior pizza del mondo, talmente dura e insipida (palesemente scongelata un minuto prima al microonde) che dubito ne mangeremo di peggiori in tutta la nostra vita.

La mattina successiva ci siamo rifatti con quella che, al contrario della sera precedente, è stata la miglior colazione che ho mangiato da anni a questa parte. Ci siamo seduti ad un tavolo imbandito con yogurt, un buonissimo caffè, frutta, affettati, formaggio, burro e marmellata. Il Tiefer Brunnen è gestito da Martin, un giovane ragazzo ceco, trasferitosi in Germania a 6 anni con la famiglia. Una persona cortese e disponibile che gestisce un posto delizioso e pulito.

Siamo partiti senza fretta intorno alle nove per recarci a Rostock. Il clima non è stato dei migliori, nuvole, vento e pioggia ci hanno accompagnato fino a Rostock, dove siamo arrivati a metà pomeriggio nonostante una lunga sosta in un’area di ristoro all’altezza di Berlino. La parte alta della Germania non si può, a parer mio, definire bella. L’unico ricordo che mi rimane è la miriade di pale eoliche in movimento che abbiamo visto dall’autostrada.

Le città di mare hanno un fascino particolare e Rostock non fa eccezione. Purtroppo il brutto tempo non ci ha permesso di visitare la città, così ci siamo diretti subito al gate per l’imbarco con più di quattro ore di anticipo e, manco farlo apposta, una volta arrivati sul posto ha iniziato a nevicare.

Ci siamo rintanati in una sorta di fast food accanto al gate e abbiamo aspettato mangiando qualcosa e correndo dietro a Totte (due anni e mezzo) che voleva sfogare la sua voglia di giocare. Questa è senza dubbio stata la giornata più lunga ed estenuante del viaggio. Arrivati in cabina siamo crollati sui letti. Solo i bimbi non avevano voglia di dormire.

La vera magia è avvenuta il giorno dopo…. 😉

rostock

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