100 anni di Hässelbyloppet

Ci siamo quasi, domenica si correrà la Hässelbyloppet, una 10 chilometri tra Hässelby e Vällingby (dove abito) all’estremità occidentale della città di Stoccolma, che quest’anno festeggia la sua centesima edizione.

Hässelby SK

Hässelbyloppet significa letteralmente corsa di Hässelby, ed è organizzata ovviamente dalla Hässelby SK, l’associazione di atletica della municipalità omonima. Il 23 febbraio 1913 nacque lo Hässelby Sportklubb, per merito di sette studenti di letteratura di Riddarvik (nella zona nord ovest di Hässelby sulle rive del Mälaren) dopo la grande eccitazione delle olimpiadi ospitate nella capitale svedese l’anno precedente. Già alla fine del primo anno i membri del club raddoppiarono, e oltre all’atletica si aggiunsero altri sport. Dapprima il calcio, poi lo sci, il nuoto, la palla mano, la boxe etc. Negli anni seguenti si costruì il primo stadio della comunità che solo dopo anni di duro lavoro da parte di volontari si trasformò in un campo da calcio praticabile. Diventa infatti operativo il 29 maggio 1924.

Ad oggi l’atleta forse più nota dello HSK è Isabella Andersson, una straordinaria podista nata in Kenia, ma naturalizzata svedese dopo che nel 2006 ha sposato il suo coach Lars Andersson. Dal 2008 fa parte della HSK e può vantare personal best di tutto rispetto:
10.000 metri strada in 32.24
Mezza Maratona 1.10.02
Maratona in 2.23.41
Domenica Isabellah non correrà la Hässelbyloppet, in compenso posso dire di aver corso con lei la Stockholm Halvmarathon 😉

Hässelbyloppet

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La partenza della prima edizione della Hässelbyloppet

Nel 1915 si corse la prime edizione della gara, linda da V. Karlsson della Tranebergs IF. La distanza era allora di 14 chilometri lungo un percorso tra Hässelby, Spånga e di nuovo Hässelby. partirono in 22, ma terminarono la corsa solo in 14. La competizione, così come il club, ha conosciuto alti e bassi durante i decenni, ma negli ultimi anni si è potuto assistere ad un crescendo di iscrizioni fino ad arrivare agli oltre 7.000 partecipanti confermati per l’edizione del centenario.

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Isabellah Andersson

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Amazing Night Trail a Hellasgården

Innanzitutto cos’è Hellasgården? È uno dei posti più belli di Stoccolma a soli 15 minuti di autobus (il 401 per la precisione) da Slussen. Si tratta di un parco intorno al lago Källtorpsjön sotto l’isola di Nacka a sud est del centro di Stoccolma. Ne ho anche parlato qui.

L’Amazing Night Trail 2015 è invece una gara di Trail Running di 10 chilometri intorno al lago Källtorpsjön. Innanzitutto sarebbe stato il mio primo Trail (competitivo) e già per questo mi esaltava, inoltre correre nei boschi in notturna è quanto di più eccitante si possa fare in una serata autunnale. È fuor di dubbio che in notturna non si possa godere del paesaggio, ma le sensazioni che un bosco può dare quando è immerso nel buio sono incredibili.

Ebbene dato che il mio intestino mi sta facendo brutti scherzi ho dovuto saltare questo appuntamento e vi assicuro che la cosa mi rode da matti…

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Il mio kit per l’Amazing Night Trail

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Il percorso

La Stockholm Half Marathon

Dal 7 gennaio 2015 aspettavo questo momento. Proprio il 7 gennaio, dopo soli due giorni che ebbi acquistato un paio di scarpe da running, mi iscrissi alla mezza maratona di Stoccolma. Ed ora eccomi qui.

La partenza è uno dei momenti più belli della competizione perché ti mette subito alla prova. La partenza si traduce in una domanda: stai correndo contro di te contro gli altri partecipanti. Daniele Barbone, che ho la fortuna di avere tra gli amici su Facebook, proprio un paio di giorni prima della gara commentò un mio stato sul social dove esprimevo un po’ di agitazione per la gara, dicendomi:

Tu questa sfida non la perderai per nessun motivo. Partirai piano e se penserai che starai andando bene… rallenta che sicuramente sarai fin troppo veloce. Punterai tranquillo ai primi 10 km e poi al11mo per pensare che hai superato la metà.Terrai il tempo fino al 15mo senza forzare e andrai sereno. Quando sarai al 18mo allora potrai iniziare a pensare alla fine ed al 20mo prendi un grosso respiro, sistema maglietta e pettorale, preparati alla foto finale perchè ormai sarai arrivato e non resterà che tagliare il traguardo al massimo della velocità consentita, cercare gli occhi delle persone a cui vuoi bene e metterti al collo quella benedetta medaglia, perchè TU SEI UN RUNNER ! #runnersidiventa

Ed è stato proprio così. Quando parti vedi tutti, ma proprio tutti, che ti sorpassano (anche signore ultra sessantenni, giuro!) e ti chiedi perché tu sia così lento. guardi l’orologio e vedi che tanto lento non sei, sono gli altri che partono sparati. Eravamo 12.492 alla partenza e vi assicuro che  ho avuto l’impressione di essere stato doppiato da tutti e 12 mila i miei colleghi. Credo che questo pensiero mi abbia tenuto compagnia per i primi tre o quattro chilometri.

I primi 5 chilometri ho prestato molta attenzione al ritmo tant’è che il primo quarto di gara l’ho percorso senza accusare la benché minima stanchezza e mantenendo la respirazione regolare (inspirando dal naso ed espirando dalla bocca). Nel frattempo mi apprestavo a passare il Barnhusbron che collega Vasastan all’isola di Kungsholmen. Il mio pensiero era arrivare al 10° risparmiando energie e godendomi la corsa. E così è stato. Meravigliose le famiglie a bordo strada con cartelli di incitamento per i famigliari iscritti. Padri e figli ad incitare le mogli/madri o militari facevano festa al passaggio dei commilitoni (la squadra sportiva dell’esercito ha una divisa meravigliosa).

Arrivato all’11° ero ormai sulla sponda sud di Kungsholmen sulla bellissima passeggiata che porta allo Stockholm Stadshuset (il municipio di Stoccolma), lungo la quale sono attraccate delle meravigliose imbarcazioni d’epoca ristrutturate. Passato il municipio e quindi anche la metà della competizione mi sono focalizzato sul traguardo dei 17 chilometri. Il 17° rappresenta in primis il ristoro e la possibilità di bere, ma anche il traguardo oltre il quale non ho mai corso.

Dal 12° al 17° è stata ancor più una festa. Non riesco a trovare altre parole per descrivere una manifestazione del genere. Dopo il municipio il percorso ti riporta su Norrmalm e dopo breve in Gamla Stan (la città vecchia). In questo tratto la folla ai bordi delle strade è straordinariamente numerosa, siamo in pieno centro città, e non si risparmia nell’incitarti ad andare avanti e non mollare. In Gamla Stan c’erano pure degli italiani che gridavano Forza Italia a squarciagola sventolando il tricolore. In questo tratto ho mantenuto con facilità il mio ritmo, quello che sentivo essere il mio ritmo e che ho cercato di tenere fin da principio. Sapevo che dal 17° al 19° ci sarebbe stata una brutta salita fino a Götgatan che collega Slussen a Medborgarplatsen.

Al 15° ho mangiato uno snack energetico e ho fatto così un grosso errore. Mi è rimasto sullo stomaco provocandomi un male fastidiosissimo. Sapevo che non bisogna bere o mangiare nulla che non si conosca proprio per evitare spiacevoli inconvenienti, ma comunque l’ho fatto (Forse perché mi sentivo troppo sicuro essendo arrivato a 15). Arrivato a 17 ho rallentato, mi sono preso un bicchiere d’acqua e ho camminato per un una cinquantina di metri fino a che le mie gambe mi hanno chiesto di ripartire dopo che il dolore alla pancia si è leggermente alleviato.

Gli ultimi 4 chilometri tra Södermalm e Gamla Stan, passando davanti alla stazione della Tunnelbana di Slussen, sono stati difficilissimi. La stanchezza si è fatta sentire e le mie gambe (o forse la mia testa?) hanno iniziato a protestare. Södermalm si collega a nord con Gamla Stan attraverso Skeppsbron che fortunatamente è in discesa e al termine della discesa ho superato il cartello del 20° chilometro. Solo lì ho avuto la certezza che la medaglia sarebbe stata mia.

Quando ho attraversato il traguardo stavo ormai correndo da 2 ore 25 minuti e 16 secondi al 7.358 posto. Dei 12.492 runners che sono partiti ben 12.242 sono arrivati al traguardo completando il percorso.

Oggi è piacevole controllare i tempi e scoprire che al 5° km ero 7.708, al 10° 7.630, al 15°7.443, al 20° 7.371 infine 7.358. Il mio essere costante, nella mia lentezza, e l’essere riuscito a risparmiare energie durante la prima metà della gara mi ha permesso di arrivare fino in fondo, anche se nella seconda metà della classifica mettendoci più del doppio del tempo impiegato dal 1° classificato David Nilsson (1h10’41”). Sicuramente non me ne interessava nulla mentre correvo, passo dopo passo, a piccole falcate la mia prima mezza maratona.

Se dovessi infatti raccontare cosa c’è di bello nel percorrere una mezza maratona direi che innanzitutto è un modo di scoprire una città, è un modo di fare festa e di stare in mezzo a persone sorridenti. È una festa per tutti, ci sono persone di tutte le età, di tutti i colori e di tutte le estrazioni sociali, c’é chi la vive vestendosi da Superman (come un simpatico cinquantenne al mio fianco alla partenza) o chi la affronta in carrozzina perché è paralizzato dalla vita in già. È bello correre una mezza maratona perché è il premio di mesi di sacrifici, di sforzi, di uscite sotto l’acqua al freddo o sotto il caldo a sudare. In una mezza maratona, nella mia mezza maratona, ci sono stati tutti i 600 km che ho percorso da gennaio ad oggi. Quindi capisci adesso perché del risultato in fin dei conti non me ne frega nulla? Sono arrivato e ho vinto la mia sfida.

Stockholm Halvmarathon 2015 from Micke sjöblom on Vimeo.