100 anni di Hässelbyloppet

Ci siamo quasi, domenica si correrà la Hässelbyloppet, una 10 chilometri tra Hässelby e Vällingby (dove abito) all’estremità occidentale della città di Stoccolma, che quest’anno festeggia la sua centesima edizione.

Hässelby SK

Hässelbyloppet significa letteralmente corsa di Hässelby, ed è organizzata ovviamente dalla Hässelby SK, l’associazione di atletica della municipalità omonima. Il 23 febbraio 1913 nacque lo Hässelby Sportklubb, per merito di sette studenti di letteratura di Riddarvik (nella zona nord ovest di Hässelby sulle rive del Mälaren) dopo la grande eccitazione delle olimpiadi ospitate nella capitale svedese l’anno precedente. Già alla fine del primo anno i membri del club raddoppiarono, e oltre all’atletica si aggiunsero altri sport. Dapprima il calcio, poi lo sci, il nuoto, la palla mano, la boxe etc. Negli anni seguenti si costruì il primo stadio della comunità che solo dopo anni di duro lavoro da parte di volontari si trasformò in un campo da calcio praticabile. Diventa infatti operativo il 29 maggio 1924.

Ad oggi l’atleta forse più nota dello HSK è Isabella Andersson, una straordinaria podista nata in Kenia, ma naturalizzata svedese dopo che nel 2006 ha sposato il suo coach Lars Andersson. Dal 2008 fa parte della HSK e può vantare personal best di tutto rispetto:
10.000 metri strada in 32.24
Mezza Maratona 1.10.02
Maratona in 2.23.41
Domenica Isabellah non correrà la Hässelbyloppet, in compenso posso dire di aver corso con lei la Stockholm Halvmarathon 😉

Hässelbyloppet

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La partenza della prima edizione della Hässelbyloppet

Nel 1915 si corse la prime edizione della gara, linda da V. Karlsson della Tranebergs IF. La distanza era allora di 14 chilometri lungo un percorso tra Hässelby, Spånga e di nuovo Hässelby. partirono in 22, ma terminarono la corsa solo in 14. La competizione, così come il club, ha conosciuto alti e bassi durante i decenni, ma negli ultimi anni si è potuto assistere ad un crescendo di iscrizioni fino ad arrivare agli oltre 7.000 partecipanti confermati per l’edizione del centenario.

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Isabellah Andersson

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Amazing Night Trail a Hellasgården

Innanzitutto cos’è Hellasgården? È uno dei posti più belli di Stoccolma a soli 15 minuti di autobus (il 401 per la precisione) da Slussen. Si tratta di un parco intorno al lago Källtorpsjön sotto l’isola di Nacka a sud est del centro di Stoccolma. Ne ho anche parlato qui.

L’Amazing Night Trail 2015 è invece una gara di Trail Running di 10 chilometri intorno al lago Källtorpsjön. Innanzitutto sarebbe stato il mio primo Trail (competitivo) e già per questo mi esaltava, inoltre correre nei boschi in notturna è quanto di più eccitante si possa fare in una serata autunnale. È fuor di dubbio che in notturna non si possa godere del paesaggio, ma le sensazioni che un bosco può dare quando è immerso nel buio sono incredibili.

Ebbene dato che il mio intestino mi sta facendo brutti scherzi ho dovuto saltare questo appuntamento e vi assicuro che la cosa mi rode da matti…

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Il mio kit per l’Amazing Night Trail

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Il percorso

Hellasgården: un paradiso a 15 minuti dalla città

Hellasgården è un outdoor activity center, un luogo, vicino alla città (15 minuti di bus da Slussen) dove è possibile praticare sport, attività all’aperto o semplicemente bersi un buon caffè seduti in riva al lago a godersi la vista.

Qui è possibile trovare sentieri sui quali correre o passeggiare, si può giocare a minigolf, nuotare o andare in canoa, fare orienteering o mountain bike. In inverno il lago ghiaccia e vi si può pattinare. È possibile sfruttare i sentieri innevati per fare fondo e la sauna è aperta tutto l’anno così come i cottage.

Domenica ci siamo andati per la prima volta perché il SSideline City Run Club organizza incontri per correre in compagnia. Quindi, mentre io correvo su e giù per le rocce, tra radici e fango tutt’intorno al lago Källtorpsjön, mia moglie e i bimbi passeggiavano poco distanti dalla riva. Il luogo è magnifico e il pensiero di correre qui il 30 settembre in notturna mi esalta non poco. 

Anche se vi fermate per pochi giorni a Stoccolma, il mio consiglio è di dedicare una mezza giornata a questo luogo. È molto bello e a differenza del Parco Naturale di Tyreso è anche molto facile da raggiungere con i mezzi (11 fermate da Slussen con il 401).

Il giro del lago è di circa 5 km se seguite il sentiero lungo la linea gialla e, anche se molto accidentato (non percorribile con passeggini ad esempio) offre ad un certo punto un panorama stupendo del lago e merita di essere percorso. Noi non abbiamo provato la cucina del bar/ristorante, ma mediamente a Stoccolma si mangia molto bene.

Se andate d’estate è il caso di portare con sé il costume da bagno e un asciugamano. D’inverno invece è il caso di avere le calzature adatte per poter camminare in tutta sicurezza.

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La Stockholm Half Marathon

Dal 7 gennaio 2015 aspettavo questo momento. Proprio il 7 gennaio, dopo soli due giorni che ebbi acquistato un paio di scarpe da running, mi iscrissi alla mezza maratona di Stoccolma. Ed ora eccomi qui.

La partenza è uno dei momenti più belli della competizione perché ti mette subito alla prova. La partenza si traduce in una domanda: stai correndo contro di te contro gli altri partecipanti. Daniele Barbone, che ho la fortuna di avere tra gli amici su Facebook, proprio un paio di giorni prima della gara commentò un mio stato sul social dove esprimevo un po’ di agitazione per la gara, dicendomi:

Tu questa sfida non la perderai per nessun motivo. Partirai piano e se penserai che starai andando bene… rallenta che sicuramente sarai fin troppo veloce. Punterai tranquillo ai primi 10 km e poi al11mo per pensare che hai superato la metà.Terrai il tempo fino al 15mo senza forzare e andrai sereno. Quando sarai al 18mo allora potrai iniziare a pensare alla fine ed al 20mo prendi un grosso respiro, sistema maglietta e pettorale, preparati alla foto finale perchè ormai sarai arrivato e non resterà che tagliare il traguardo al massimo della velocità consentita, cercare gli occhi delle persone a cui vuoi bene e metterti al collo quella benedetta medaglia, perchè TU SEI UN RUNNER ! #runnersidiventa

Ed è stato proprio così. Quando parti vedi tutti, ma proprio tutti, che ti sorpassano (anche signore ultra sessantenni, giuro!) e ti chiedi perché tu sia così lento. guardi l’orologio e vedi che tanto lento non sei, sono gli altri che partono sparati. Eravamo 12.492 alla partenza e vi assicuro che  ho avuto l’impressione di essere stato doppiato da tutti e 12 mila i miei colleghi. Credo che questo pensiero mi abbia tenuto compagnia per i primi tre o quattro chilometri.

I primi 5 chilometri ho prestato molta attenzione al ritmo tant’è che il primo quarto di gara l’ho percorso senza accusare la benché minima stanchezza e mantenendo la respirazione regolare (inspirando dal naso ed espirando dalla bocca). Nel frattempo mi apprestavo a passare il Barnhusbron che collega Vasastan all’isola di Kungsholmen. Il mio pensiero era arrivare al 10° risparmiando energie e godendomi la corsa. E così è stato. Meravigliose le famiglie a bordo strada con cartelli di incitamento per i famigliari iscritti. Padri e figli ad incitare le mogli/madri o militari facevano festa al passaggio dei commilitoni (la squadra sportiva dell’esercito ha una divisa meravigliosa).

Arrivato all’11° ero ormai sulla sponda sud di Kungsholmen sulla bellissima passeggiata che porta allo Stockholm Stadshuset (il municipio di Stoccolma), lungo la quale sono attraccate delle meravigliose imbarcazioni d’epoca ristrutturate. Passato il municipio e quindi anche la metà della competizione mi sono focalizzato sul traguardo dei 17 chilometri. Il 17° rappresenta in primis il ristoro e la possibilità di bere, ma anche il traguardo oltre il quale non ho mai corso.

Dal 12° al 17° è stata ancor più una festa. Non riesco a trovare altre parole per descrivere una manifestazione del genere. Dopo il municipio il percorso ti riporta su Norrmalm e dopo breve in Gamla Stan (la città vecchia). In questo tratto la folla ai bordi delle strade è straordinariamente numerosa, siamo in pieno centro città, e non si risparmia nell’incitarti ad andare avanti e non mollare. In Gamla Stan c’erano pure degli italiani che gridavano Forza Italia a squarciagola sventolando il tricolore. In questo tratto ho mantenuto con facilità il mio ritmo, quello che sentivo essere il mio ritmo e che ho cercato di tenere fin da principio. Sapevo che dal 17° al 19° ci sarebbe stata una brutta salita fino a Götgatan che collega Slussen a Medborgarplatsen.

Al 15° ho mangiato uno snack energetico e ho fatto così un grosso errore. Mi è rimasto sullo stomaco provocandomi un male fastidiosissimo. Sapevo che non bisogna bere o mangiare nulla che non si conosca proprio per evitare spiacevoli inconvenienti, ma comunque l’ho fatto (Forse perché mi sentivo troppo sicuro essendo arrivato a 15). Arrivato a 17 ho rallentato, mi sono preso un bicchiere d’acqua e ho camminato per un una cinquantina di metri fino a che le mie gambe mi hanno chiesto di ripartire dopo che il dolore alla pancia si è leggermente alleviato.

Gli ultimi 4 chilometri tra Södermalm e Gamla Stan, passando davanti alla stazione della Tunnelbana di Slussen, sono stati difficilissimi. La stanchezza si è fatta sentire e le mie gambe (o forse la mia testa?) hanno iniziato a protestare. Södermalm si collega a nord con Gamla Stan attraverso Skeppsbron che fortunatamente è in discesa e al termine della discesa ho superato il cartello del 20° chilometro. Solo lì ho avuto la certezza che la medaglia sarebbe stata mia.

Quando ho attraversato il traguardo stavo ormai correndo da 2 ore 25 minuti e 16 secondi al 7.358 posto. Dei 12.492 runners che sono partiti ben 12.242 sono arrivati al traguardo completando il percorso.

Oggi è piacevole controllare i tempi e scoprire che al 5° km ero 7.708, al 10° 7.630, al 15°7.443, al 20° 7.371 infine 7.358. Il mio essere costante, nella mia lentezza, e l’essere riuscito a risparmiare energie durante la prima metà della gara mi ha permesso di arrivare fino in fondo, anche se nella seconda metà della classifica mettendoci più del doppio del tempo impiegato dal 1° classificato David Nilsson (1h10’41”). Sicuramente non me ne interessava nulla mentre correvo, passo dopo passo, a piccole falcate la mia prima mezza maratona.

Se dovessi infatti raccontare cosa c’è di bello nel percorrere una mezza maratona direi che innanzitutto è un modo di scoprire una città, è un modo di fare festa e di stare in mezzo a persone sorridenti. È una festa per tutti, ci sono persone di tutte le età, di tutti i colori e di tutte le estrazioni sociali, c’é chi la vive vestendosi da Superman (come un simpatico cinquantenne al mio fianco alla partenza) o chi la affronta in carrozzina perché è paralizzato dalla vita in già. È bello correre una mezza maratona perché è il premio di mesi di sacrifici, di sforzi, di uscite sotto l’acqua al freddo o sotto il caldo a sudare. In una mezza maratona, nella mia mezza maratona, ci sono stati tutti i 600 km che ho percorso da gennaio ad oggi. Quindi capisci adesso perché del risultato in fin dei conti non me ne frega nulla? Sono arrivato e ho vinto la mia sfida.

Stockholm Halvmarathon 2015 from Micke sjöblom on Vimeo.

1° maggio: gita a Junibacken

Il Primo Maggio ha infatti origini internazionali e anche qui in Svezia viene festeggiata. Cadendo di venerdì in molti hanno approfittato dell’occasione per farsi una bella gita e Stoccolma si è popolata di turisti.

Noi abbiamo deciso di fare un giro in quella che è sicuramente una delle più caratteristiche e affascinati isole della città: Djurgården. Le attrazioni, su quest’isola non si contano, ma visto il tempo incerto abbiamo deciso di fare tappa al Junibacken.

Junibacken è un piccolo parco giochi per bambini basato sulle avventure dei personaggi creati da Astrid Lindgren (la creatrice di Pippi Calzelunghe o Pippi Långstrump come la chiamano nel suo paese d’origine). Venire a Stoccolma con i propri bimbi e non passare da Junibacken è un vero peccato, io stesso mi sono divertito a correre dietro al nostro bimbo più grande che ha 2 anni e mezzo. Se decidi di spendere qualche ora al Junibacken ti sarà utile avere qualche dritta.

Lucchetto e catena
I passeggini non possono entrare, quindi porta con te una catena con lucchetto, come per le biciclette, e assicura il passeggino fuori dalla struttura sotto l’apposita tettoia. Se te ne dimentichi sappi che li vendono pure sul posto a 25 corone se non ricordo male.

Ricordati il marsupio
Se il tuo bimbo non cammina ancora forse è presto per portarlo a Junibacken, ma se come noi hai una coppia di bimbi e il secondo è piccolo portati una fascia o un marsupio cosicché tu non sia costretto a tenerlo in braccio tutto il tempo. Se il tuo bimbo non cammina, ma gattona lo puoi lasciar girare per terra, ma considerando che (stranamente) non si è obbligati a togliersi le scarpe e i genitori super apprensivi corrono dietro ai propri demonietti senza badare a chi sta loro vicino forse è un po’ rischioso.

Vai nei giorni feriali
Cerca di non andare nei giorni festivi. Noi l’abbiamo fatto e oggettivamente è stata dura. Ci siamo divertiti ugualmente, ma la troppa gente e la maleducazione di alcuni turisti rende l’esperienza meno bella di quanto potrebbe essere in altre circostanze.

Pranza all’interno
La Svezia è famosa per avere alcuni buonissimi ristoranti all’interno dei musei, come ad esempio il Vasa. Quello di Junibacken non è tra i top, ma si mangia comunque bene. Inoltre il percorso è stato studiato apposta per far pranzare le famiglie durante il giro della struttura. Magari portati uno zainetto con dell’acqua per te e i bimbi e ovviamente i cambi con pannolini e salviette.

Vestiti a strati
All’interno della struttura io giravo in t-shirt, quindi assicurati di vestirti a strati. Una volta pagata l’entrata puoi usufruire di un guardaroba dove lasciare le tue cose, anche in armadietti chiusi a chiave.

Ok, detto questo, iniziamo il giro. Una volta abbandonata la sala del guardaroba veniamo proiettati in un salone dove il tuo bimbo potrà scatenarsi.

Questa è la foto della prima sala, anche se quando l'abbiamo visitata noi era leggermente diversa

Questa è la foto della prima sala, anche se quando l’abbiamo visitata noi era leggermente diversa

Un bellissimo aereo di legno con officina annessa, un gorilla alto più di due metri al cui interno trovi una scaletta per accedere ad uno scivolo, una piccola gioielleria e una mini pasticceria accessibili ai piccoli, ma decisamente non a misura di adulto sono solo alcune delle cose che troverai nella prima sala. Dopo i primi minuti di disorientamento mio figlio si è scatenato di fronte a questo piccolo angolo fatto tutto per lui, a misura di bimbo.

Dopo aver trascorso almeno un’ora qui puoi passare al giro guidato con una sorta di seggiovia. Non preoccuparti, tra le lingue disponibili per la narrazione registrata c’è pure l’italiano (anche se la dizione della narratrice lascia un po’ a desiderare). La storia è molto bella e il viaggio merita l’attesa in fila.

Usciti da qui ci si trova in un’ampia sala con una villa a due piani accessibile anche agli adulti all’interno della quale i bambini possono sbizzarrirsi e giocare. In questa sala vengono pure allestiti spettacoli di teatro, sempre per un pubblico molto giovane, s’intende. Da qui si arriva, scendendo le scale, alla sala da pranzo. Immancabili sono le polpette per i più piccini e ovviamente anche per i più grandi, servite con purè e marmellata di ribes. La qualità del cibo è buona ed è facile cadere in tentazione mangiando la buonissima morotskaka (torte alle carote) o qualche altro dolce sfizioso.

Non temere, la stanza successiva è bellissima ed è anche l’ultima prima dello shop e quindi l’uscita. Qui è presente uno scivolo altissimo, un finto torrente con pesciolini di luce da inseguire, un bivacco con un fuoco scoppiettante e un molo in legno. La cosa che più mi ha colpito dello shop è la presenza di testi in Italiano e in molte altre lingue che ne testimonia la vocazione al turismo estero. Ho trovato testi della Lindgren che in Italia non sono riuscito a reperire. È possibile accedere allo shop senza dover per forza pagare il biglietto.

Tiriamo le somme
Junibacken è fuor di dubbio una tappa da non dimenticare se si è a Stoccolma con i propri figli. Vanno sicuramente evitati se possibile i giorni dove sappiamo essere più frequentato. È bello, a pare mio, per i bimbi dai 18 mesi ai 5-6 anni, ma anche i genitori più romantici si divertiranno come dei matti.

Isola di Djurgården

Che siate a Stoccolma per cultura o divertimento, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Tra le varie location di svago non potete farvi sfuggire il parco di Gröna Lund, situato sull’isola Djurgården, il più antico della Svezia fondato nel 1883 e ad oggi attivo con parco divertimenti, esercizi commerciali e zone dedicate a musica live di portata internazionale.

Ma facciamo una panoramica della zona, spendendo alcune parole per la meravigliosa isola che, oltre ad ospitare questo fantastico parco divertimenti, può vantare anche numerosi musei che possono soddisfare la vostra sete di cultura; ne citiamo alcuni che non potete non visitare.

Vasamuseet, che accoglie il Regalskeppet Vasa, galeone svedese che affondò durante il suo viaggio inaugurale nell’agosto del 1628. La struttura museale è stata costruita attorno al vascello che può essere osservato da diversi livelli (ma non all’interno) e sono stati ricostruite alcune sezioni a grandezza naturale degli interni per offrire al visitatore la possibilità di “entrare” nella vita del vascello. Sono inoltre esposti moltissimi manufatti e documenti rinvenuti ed è possibile interagire con le dinamiche di navigazione grazie a delle postazioni di simulazione.

Skansen il più antico museo all’aperto di cui potete trovare maggiorni informazioni nell’articolo che gli abbiamo dedicato a questa pagina.

Nordiska Museet che ripercorre l’ultimo mezzo secolo di storia, usi e costumi svedesi.

Waldemarsudde storicamente dimora del Principe Eugens Waldemarsudde che, grazie alla sua formazione artistica, decise di acquistare il terreno per costruire un edificio agli inizi del ‘900 per esibire le sue opere. Dopo la morte del principe è stato convertito in museo ed ospita oggi una collezione di dipinti del principe e di altri artisti. L’edificio è composto dalla struttura principale che ospitava la dimora del Principe e da una galleria costruita successivamente. Il tutto incorniciato da un curato giardino ricco di piante e fiori.

Thielska Galleriet ospita la collezione di Ernest Thiel, un noto uomo d’affari di inizio ‘900 che fece costruire l’edificio in quanto la sua casa non era abbastanza grande per ospitare la sua collezione di quadri. Tra questi possiamo ammirare dipinti di Bruno Liljefors, Ernst Josephson, Edvard Munch, Eugène Jansson, Carl Larsson, August Strindberg and Anders Zorn, Paul Gauguin and Henri Toulouse-Lautrec oltre ad alcune sculture di Auguste Rodin and Gustav Vigeland.

L’isola di Djurgården è raggiungibile a piedi o con gli autobus, ma il mezzo più caratteristico e più comodo è sicuramente il traghetto che permette di godere di una prospettiva accattivante dell’arcipelago.

Djurgården

Skansen

Skansen è il primo museo all’aperto del mondo e racchiude, in un contesto estremamente caratteristico, cinque secoli di vita scandinava nel cuore della capitale, Stoccolma. Percorso estremamente interessante dal punto di vista storico-sociale e molto divertente per i più piccini, espone una panoramica dell’intera Svezia dal caratteristico villaggio lappone (Samevistet) dell’estremo nord al tipico podere della regione Scania (Skånegården) dell’estremo sud.

Fondato da Artur Hazelius, figlio di un importante politico e militare svedese, racchiude su di un area di 300.000 mq, 160 strutture originali provenienti da tutto il paese oltre ad una simpatica varietà di animali.

All’interno del parco si possono ammirare razze tipicamente nordiche come lupi,  orsi bruni, alci, civetta lappone, gufi reali, foche, animali domestici e da cortile ed è stato integrato un acquario dove vivono specie esotiche come ragni, coccodrilli, topi nudi, scimmie nane, lemuri, pappagalli.

Il “villaggio” è visitabile tutto l’anno, animato da personaggi che interpretano scene di vita quotidiane (fattorie, fabbri, ecc…) ed è ricco di eventi; in particolare si festeggiano secondo la tradizione le principali ricorrenze dell’anno, come la notte di Valpurga, Santa Lucia, Natale e il solstizio d’estate.

Il primo mercatino di Natale organizzato a Skansen risale al 1903. Questo appuntamento tradizionale offre stand traboccanti di dolci, marmellate e vin brulé, articoli di artigianato, oggetti di design, giocattoli e tanti altri splendidi regali di Natale. Inoltre, si può assistere alla produzione di bevande artigianali e assaggiare piatti della tradizione come kolbullar (frittatine a base di pancetta) e aringhe arrosto.

Sono inoltre presenti diversi punti di ristoro, alcuni situati negli edifichi antichi altri vicino alla spianata Solliden con una stupenda veduta su Stoccolma.

Un tuffo avvincente nella storia dove poter vivere un’esperienza sensoriale a 360° che permettere di “vivere”, “assaggiare” e “toccare” con mano, il sapore della vita scandinava nell’epoca pre-industriale.

Tutte le informazioni sul sito ufficiale Skansen.se

Skansen

 

Il Porto Navale di Karlskrona

251px-Karlskrona_vapen.svgPatrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1998, il Porto Navale di Karlskrona è uno dei 15 luoghi svedesi che dal 1991 ad oggi hanno avuto l’onore di essere inseriti nella famosa lista di quei siti di eccezionale importanza da un punto di vista naturale o culturale.

La piccola città di Karlskrona (letteralmente Corona di Carlo) prende il nome dal sovrano Carlo XI di Svezia (Stoccolma, 1655-1697) divenuto Re di Svezia nel 1660, figlio di Carlo X Gustavo di Svezia e di Edvige Eleonora di Holstein-Gottorp. Fu fondata nel 1680 nella regione di Götaland, a sud est del Paese, sulle coste del Mar Baltico a poco più di 200 km da Malmö.

La Svezia fu Impero dal 1611 al 1718 e proprio in questa fase, tra il 1675 e il 1679 si svolse in Scania la cosiddetta Guerra di Scania, durante la quale la coalizione formata da Danimarca-Norvegia e la Marca di Brandeburgo tentarono di riconquistare la provincia di Scania, un tempo sotto il controllo danese. La fondazione di Karlskrona avvenne l’anno successivo la fine della guerra nella regione del Götaland, confinante con quella della Scania.
Mappa di Karlskrona (1929)

L’importanza di Karlskrona è dovuta al fatto che venne fondata per dare una sede alla Marina Militare Svedese (Svenska marinen) fondata il 7 giugno 1522. Ad oggi Karlskrona vanta oltre 35.000 abitanti e rimane la sede della marina svedese dopo 354 anni.

Dal punto di vista turistico è una meta interessante, potete visitare il sito visitkarlskrona per farvi un’idea degli eventi e delle attrazioni offerte dalla sempre ospitale popolazione svedese.

Ha sede qui il BTH – Blekinge Tekniska Högskola, ovvero tradotto in inglese il Blekinge Insitute of Technology.

Tra i personaggi ai quali la città portuale ha dato i natali, e che hanno in qualche modo avuto contatti con l’Italia, ricordiamo Mikael Antonsson, calciatore del Bologna dal 2011 al 2014.

Stoccolma: la notte di Halloween si passa al cimitero

Proprio così. In Svezia Halloween è una ricorrenza molto importante e sentita. Mentre in Italia è un’occasione di dibattito per i conservatori ipercattolici, tra i sudditi di Gustav è una tra le festività più sentite del Paese.

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Il senso profondo e antico di Halloween è intimamente legato alla devozione per i propri defunti. Si aspetta il calar della notte per poter trovarsi in luoghi come il famoso Cimitero nel Bosco, Skogskyrkogården (Patrimonio mondiale dell’UNESCO).

Potete addirittura trovare portali come Stockholmania che organizzano per la cifra di 300 corone il tour del cimitero sabato 1 novembre, abbinato al tour di Gamla Stan il giorno successivo. Pure Stoccolma Viaggi ne organizzava, ma ad oggi ad un primo sguardo sembra che l’offerta non sia più presente sul loro sito.

Skogskyrkogården

Alla Helgona

Stockholm Tunnelbana: la Metro di Stoccolma

5244612068_51734ee47d_zSecondo Repubblica.it del 17 febbraio 2014 T-Centralen è tra le stazioni del Metro più imponenti d’Europa.

Il sito di repubblica non è l’unico a occuparsi di questo tema. Il 5 febbraio 2013 greenme.it mette al primo posto (di 10) la Tunnelbana di Stoccolma sostenendo che si tratta probabilmente del miglior sistema di trasporto suburbano del mondo (ancor prima di Mosca, Taipei, Parigi, Montreal, Francoforte o New York).

Aperta nel 1950, la rete di trasporto suburbana di Stoccolma può vantare 3 linee su 7 tracciati e 100 stazioni, per una distanza coperta di 110 km. La ricerca del Daily Telegraph alla quale si è rifatta repubblica.it definisce la Tunnelbana come la più lunga galleria d’arte del pianeta, con le sue cento stazioni contenenti installazioni d’arte contemporanea realizzate da 140 artisti provenienti da tutto il mondo (Fonte SiViaggia.it ). Va aggiunto che la Tunnelbana può vantare 1.070.000 passeggeri al giorno e circa 300 milioni all’anno.

Secondo Skyscanner.it dell’11 agosto 2014 la metropolitana capitolina svedese è la seconda metro più bella del mondo dopo quella di Monaco. Per l’Huffington Post del 23 novembre 2013 è invece al terzo posto dopo Napoli e Mosca.

Skycrapercity.com la colloca invece al 22° posto, mentre zingarate.com non la nomina nemmeno tra le prime 10.