Il Mesolitico in Svezia

La maggiore fonte di informazioni del mesolitico (7.000 a.C. – 3.000 a.C.) lo dobbiamo ad alcuni ritrovamenti sulla costa occidentale svedese, nello Halland settentrionale fino al fiordo di Oslo attraverso la regione del Bohuslän. In quest’area fiorì la cosiddetta cultura di Fosna con la sua contemporanea svedese cultura di Hensbacka.

Parliamo di insediamenti che trovavano nella pesca e non nella caccia alla renna la principale attività di sostentamento. Questi gruppi si nutrivano di pesci, foche e crostacei. Il livello del mare oggi è molto più basso rispetto al mesolitico, quindi questi ritrovamenti sono situati lontano dalle attuali coste ad altezze, sul livello del mare, di addirittura oltre cento metri.

Nel nostro percorso sulle tracce della vita in Svezia, durante la preistoria, fanno qui la propria apparizione nel mesolitico le asce, oggetti importantissimi per capire l’evoluzione della cultura preistorica scandinava e non solo. Tra le forme di asce più importanti risalenti al mesolitico scandinavo possiamo riconoscere le asce a lavorazione bifocale e le asce a scheggia.

Il Baltico nel MesoliticoLa cultura di Maglemosian
Geograficamente la Svezia appare in questo periodo molto diversa rispetto al paleolitico. I ghiacci ci hanno messo circa seimila anni a retrocedere dalla Skania al Norrland. Le foreste di pini abbondano nel sud insieme a querce e altre piante decidue. Nel centro e nel nord del paese troviamo pini e betulle in abbondanza. Questi cambiamenti della vegetazione influirono naturalmente sulla fauna che oggi appare più ricca. Fa la sua ricomparsa il cinghiale selvatico,  già presente durante il periodo di Alleröd con orsi, alci e e cervi. La ricchezza di cibo e di risorse favorisce, ne VII millennio, la nascita di una cultura più evoluta: la cultura di Maglemosian.

Questa cultura, diffusa anche in Inghilterra, Belgio, Germania del nord e ovviamente Danimarca, è presente nel sud della Svezia, anche se alcuni ritrovamenti più a nord fanno intuire che dei cacciatori nomadi si spinsero fino al centro dell’attuale Svezia. Diversi siti si trovano vicino a Ringsjö, nella Scania centrale sulle sponde del lago Ringsjön. La cultura Maglemosiana è incentrata sulla caccia e sulla pesca, quindi pure la sua arte si rifà al suo sostentamento, le sue prede. Parliamo di piccoli gruppi semi nomadi che probabilmente non seppellivano i propri morti, ma avevano addomesticato il cane. Tracce significative di questa cultura sono presenti anche a Gotland.

La comparsa della ceramica 
Mentre il livello del mare si alza e il Baltico si riempie di acqua salata proveniente dall’Oceano Atlantico, fa la sua apparizione in Scania una nuova cultura conosciuta come cultura di Ertebölle. A questo periodo (5.300 a.C. – 4.000 a.C.) possiamo attribuire la comparsa della ceramica in Svezia. Stiamo parlando di una cultura la cui economia si basava sul pesce che veniva pescato grazie ad arpioni lunghi fino a 4 metri o con trappole utilizzando le corna di grossi cervi come uncini. La caccia era comunque diffusa e le prede predilette erano cervi, caprioli, alci, cinghiali e uccelli marittimi.

Da Lihuit al Neolitico
A nord fanno la loro comparsa culture come Lihuit e Nøstved (6.200-3.200 a.C.) derivanti con tutta probabilità dalla cultura Fosna-Hensbacka in Norvegia e sulle coste occidentali della Svezia. Gli insediamenti di questi gruppi crebbero nel tempo a dimostrazione delle tesi riguardanti una crescita demografica e della passaggio ad una vita più sedentaria.

 

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Dal ritiro dei ghiacci ai primi uomini in Svezia

Nel 25.000 a.C. le terre che oggi chiamiamo Scandinavia, così come la Danimarca, la Germania del nord, la Finlandia, la Polonia e la Russia nord occidentale erano totalmente ricoperte dal ghiaccio, ma un importante cambiamento climatico era in corso e le temperature pian piano cominciarono ad alzarsi. Marte Steinberger (La Svezia prima dei Vichinghi, Il Saggiatore 1964) sostiene che “dal punto di vista geologico la Svezia è una terra recentissima, così come lo è la storia dei suoi insediamenti umani”.

Fu grazie a queste particolari condizioni climatiche che il sud del paese si venne a popolare nel tardo Paleolitico superiore, intorno al 12.000-10.000 a.C. dopo che la Glaciazione di Weichselian lasciò il posto alla tundra nel sud del paese (12.500 a.C.). Le regioni meridionali svedesi e la Danimarca divennero una tundra e si popolarono di renne, alci e altri animali da clima artico. Crebbero quindi in abbondanza betulle nane e canne artiche.

Paleolitico Superiore e il periodo di Alleröd
Una delle prime culture che popolarono il paese fu probabilmente la cultura di Ahrensburg (11.200-9.500 a.C.), caratterizzata da cacciatori nomadi che si spostavano alla ricerca di renne, dormivano in teepee e facendo uso di archi e frecce. È proprio questo il periodo meglio conosciuto come periodo di Alleröd, nel quale le temperature crebbero fino quasi a quelle odierne prima di riabbassarsi (11.400-10.370 a.C.). Ciò favorì la comparsa delle prime piante decidue nel sud del paese dove apparirono pioppi, pini, larici, abeti, querce. Animali come i cervi, cervi giganti o castori fecero la propria comparsa.

Il più antico insediamento svedese, riconducibile al termine di questo periodo eccezionalmente caldo, si trova ad Segebro , vicino a Malmö e va ricondotto alla cultura di Bromme (9.700-9.000 a.C.). Queste due culture, viste le molte somiglianze, vengono spesso accorpare con il nome di cultura di Lyngby. L’insediamento di Segebro era popolato solo da alcune famiglie. Ci sono sicuramente molti punti in comune tra i reperti lirici ritrovati qui e nell’insediamento danese nello Sjaelland. Così come sono molti i punti in comune con i reperti relativi alla cultura di Ahrensburg. La caccia alla renna fu senza dubbio la principale attività di questi popoli. Le popolazioni che popolarono la Svezia in questo periodo provenivano probabilmente dall’area tra il Don e il Dniepr.

Il sud Europa è già entrato nel neolitico, i ghiacci fino al IX millennio ricoprono ancora buona parte del paese arrivando fino all’altezza di Stoccolma. Fu però in questo periodo che iniziò un ulteriore innalzamento lento e costante delle temperature destinato, questa volta, a durare.

 

Reperto trovato a Segebro e custodito a Malmö

Reperto trovato a Segebro e custodito a Malmö