“L’Italia prenda esempio dalle Nazioni del Nord: puntando sulla solidarietà sono felici e fuori dalla crisi” (FEDERICO RAMPINI)

La Scandinavia come esempio su come investire nel capitale sociale

Triskel182

I paesi più felici
NEW YORK . «Il problema dell’Italia? Avete disinvestito dal capitale sociale, quel capitale che è fatto di fiducia reciproca, di relazioni solidali. Per questo siete solo al 50esimo posto nell’indice globale della felicità». Parla Jeffrey Sachs, l’economista americano che è tra gli artefici del World Happiness Report. Lo incontro alla New York Society for Ethical Culture, alla presentazione di questo nuovo Rapporto sulla Felicità, con i coautori John Helliwell della University of British Columbia e Lord Richard Layard della London School of Economics. L’Italia è molto in fondo alla classifica, distanziata dalla Germania (26esima), dalla Francia (29esima), dalla Spagna (36esima). Peggio di noi, tra i paesi europei, sta la Grecia (102esima).

View original post 564 altre parole

Annunci

Italia e Svezia a confronto in 4 statistiche

Prima di scatenare l’inferno mi sento in dovere di fare alcune precisazioni. Il titolo è volutamente provocatorio. Chiunque abbia un minimo di buon senso sa che alcuni confronti sono inattendibili, soprattutto quando parliamo di paesi e culture.

Va sottolineato pure che anche se volessimo fare un vero e proprio confronto, non lo si potrebbe fare mettendo a confronto solo 4 statistiche. In primo luogo quattro soli KPI Key Performance Indicator, sono effettivamente troppo pochi, inoltre la statistica è uno strumento facilmente strumentalizzabile.

Detto ciò, consapevole di aver messo le mani avanti in modo deciso, voglio spiegare il perché del presente post. Negli ultimi mesi ho letto molto sulla Svezia e sempre di più mi sono reso conto di alcuni luoghi comuni che gli italiani hanno nei confronti del paese scandinavo. Ho qui riportato quattro aspetti, a parer mio importanti, per poter farsi un’idea del livello di civilizzazione di un paese.

Le 4 statistiche che ho voluto comparare riguardano alcuni temi della vita che sono a me cari e che credo vadano approfonditi nei confronti di ogni paese.

ISU – Indice di Sviluppo Umano
L’indice di sviluppo umano o più semplicemente ISU, è un indice nato nel 1990 dallo studio di un economista pakistano e adottato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per misurare la qualità della vita dei paesi dal 1993. L’ISU si ottiene facendo la media geometrica di altri tre indici:

  • Indice di Aspettativa di Vita (IAV)
  • Indice di Istruzione (II)
  • Indice di Reddito (IR)

La Svezia è stata al primo posto, a livello globale, nel 1997 e ancor prima nel 1985, mentre nel 2012 al 7° con un ISU pari a 0,916 in crescita rispetto al dato precedente, mantenendosi al 4°posto tra gli stati europei al pari dell’Irlanda. L’Italia si piazza al 25° posto con un ISU pari a 0,881, rimanendo comunque a metà della fascia alta dei paesi con Indice di Sviluppo Umano molto alto.

Aspettativa di Vita
L’aspettativa di vita è niente meno l’età che statisticamente è “il numero di anni vissuti mediamente da un gruppo di persone della stessa nazione lo stesso anno, con livello di mortalità costante” (Wikipedia). I nostri due paesi sono vicini come posizione, l’Italia si colloca all’8° posto dei paesi ONU e all’11° della classifica totale con una media di 82,03 anni di speranza di vita. La Svezia segue a ruota al 9° posto dei paesi ONU e al 12° della classifica totale con 81,89. L’aspetto più interessante è però dato dalla differenza di aspettativa per genere. In Svezia gli uomini possono sperare di arrivare a 80,03 e in Italia a 79,40 anni. Ora è facile fare dell’umorismo sul fatto che sia dura sopportare le donne italiane 🙂

Livello di Istruzione Terziaria
Uno degli obiettivi di Europa 2020 è quello di raggiungere una percentuale di persone tra i 30 e i 34 anni laureate (istruzione terziaria) pari ad almeno il 38% della popolazione. Dall’immagine qui sotto è facilmente intuibile l’arretratezza italiana rispetto al livello svedese di istruzione e comunque a quello europeo. A tal proposito rimando ad un mio articolo scritto il book blog Kuiper Belt dove analizzo gli ultimi dati ISTAT in merito ai lettori e alla lettura in Italia.

Persons_aged_30–34_with_tertiary_education_(ISCED_levels_5_and_6)_attainment,_by_NUTS_2_regions,_2012_(1)_(%_of_30–34_year-olds)_RYB14

 

Corruption Perception Index
Il CPI è il cosiddetto indice della corruzione percepita nel settore pubblico. Questo indice nasce nel 1995 dall’associazione Transparency International. La classifica pubblicata annualmente da Transparency ordina i paesi in base al “livello secondo il quale l’esistenza della corruzione è percepita tra pubblici uffici e politici”.

La Svezia si piazza al 4° posto nella classifica 2014, dopo Danimarka Nuova Zelanda e Finlandia. L’Italia ottiene nel 2014 il 67° posto, dopo stati come Ewanda, Ghana, Bulgaria, Oman, Namibia o Botswana.

Corruption Perception Index 2014

Per altre consultazioni puoi visitare:

Il mito dei suicidi in Svezia

Da quando ho realizzato che avrei dovuto aprire questo blog, ho capito che avrei dovuto affrontare questo tema con una certa urgenza. Spesso e volentieri quando parlo della Svezia  con amici o conoscenti mi sento dire che è il primo paese per suicidi in Europa, se non nel mondo. Ora, dato che non credo a queste classifiche tirate fuori a casaccio, ho deciso di andare a documentarmi sul sito della Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD), su Wikipedia e su altri siti che reputo fonti affidabili.

Secondo Wikipedia la Svezia si colloca al 34° posto nel mondo (dati 2012), addirittura dopo paesi europei come Germania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Bosnia, Francia, Estonia, Austria, Finlandia, Belgio, Polonia, Moldavia, Russia, Croazia, Ucraina, Bielorussia, Lettonia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia e Lituania (che detiene il primato europeo mentre si posiziona al secondo posto dopo la Groenlandia). Questa classifica non è del tutto affidabile in quanto non troviamo omogeneità nei dati. In alcuni casi si hanno dati relativi al 2012, in altri del 2013 o del 2011, capita addirittura di avere dati ancora più vecchi.

Sempre spulciando su Wiki sono riuscito a trovare questo grafico che mette in luce il motivo per il quale si ritiene che il paese scandinavo detenga il triste primato. Tra i sette paesi presi come campione, negli anni settanta la Svezia era sicuramente il paese con il maggior numero Suicide-deaths-per-100000-trenddi suicidi. Questo trend è andato calando negli anni tanto da poter dire che nel 2007 le morti per suicidio in Svezia erano praticamente la metà rispetto a quelle del 1970. Ora si attesta ai livelli di Stati uniti, Norvegia e Nuova Zelanda, mentre appare chiaramente più drammatica la situazione di Svizzera e Giappone.

Un articolo del New York Times del 22 aprile 2011 sottolinea che comunque il tasso di suicidi (calcolato in base di 1 su 100.000 abitanti) confrontato con altri di paesi industrializzati appartenenti al cosiddetto primo mondo sia relativamente alto e probabilmente dovuto agli inverni bui oltre che ad un approccio culturalmente diverso al suicidio stesso.

Un’altra interessante fonte che offre i propri dati online, scaricabili in excel o in PDF è la Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD). Dai dati pubblicati qui si evince che  su 25 paesi presi in esame la Svezia risulta essere mediamente oltre il 10° posto negli anni che vanno dal 2005 al 2012 mantenendosi a metà di questa triste classifica.

Se poi andiamo a leggere i 10 miti da sfatare sul sito sweden.se troviamo al 10° posto il fatto che la Svezia è globalmente oltre il 40° posto nel ranking mondiale sei suicidi (loro si rifanno all’OECD Better Life Index).

In conclusione possiamo dire che il mito della Svezia come capitale mondiale dei suicidi va sfatato, nonostante si basi con tutta probabilità su dati reali, ma relativi agli anni settanta del secolo scorso.

Il Porto Navale di Karlskrona

251px-Karlskrona_vapen.svgPatrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1998, il Porto Navale di Karlskrona è uno dei 15 luoghi svedesi che dal 1991 ad oggi hanno avuto l’onore di essere inseriti nella famosa lista di quei siti di eccezionale importanza da un punto di vista naturale o culturale.

La piccola città di Karlskrona (letteralmente Corona di Carlo) prende il nome dal sovrano Carlo XI di Svezia (Stoccolma, 1655-1697) divenuto Re di Svezia nel 1660, figlio di Carlo X Gustavo di Svezia e di Edvige Eleonora di Holstein-Gottorp. Fu fondata nel 1680 nella regione di Götaland, a sud est del Paese, sulle coste del Mar Baltico a poco più di 200 km da Malmö.

La Svezia fu Impero dal 1611 al 1718 e proprio in questa fase, tra il 1675 e il 1679 si svolse in Scania la cosiddetta Guerra di Scania, durante la quale la coalizione formata da Danimarca-Norvegia e la Marca di Brandeburgo tentarono di riconquistare la provincia di Scania, un tempo sotto il controllo danese. La fondazione di Karlskrona avvenne l’anno successivo la fine della guerra nella regione del Götaland, confinante con quella della Scania.
Mappa di Karlskrona (1929)

L’importanza di Karlskrona è dovuta al fatto che venne fondata per dare una sede alla Marina Militare Svedese (Svenska marinen) fondata il 7 giugno 1522. Ad oggi Karlskrona vanta oltre 35.000 abitanti e rimane la sede della marina svedese dopo 354 anni.

Dal punto di vista turistico è una meta interessante, potete visitare il sito visitkarlskrona per farvi un’idea degli eventi e delle attrazioni offerte dalla sempre ospitale popolazione svedese.

Ha sede qui il BTH – Blekinge Tekniska Högskola, ovvero tradotto in inglese il Blekinge Insitute of Technology.

Tra i personaggi ai quali la città portuale ha dato i natali, e che hanno in qualche modo avuto contatti con l’Italia, ricordiamo Mikael Antonsson, calciatore del Bologna dal 2011 al 2014.