È tempo di andare a scuola

Nella vita di ogni papà arriva il momento di affrontare il tema scuola. Mi sembra ieri il giorno in cui i miei bimbi iniziarono la förskola, quella che in Italiano chiameremmo asilo o scuola dell’infanzia e già oggi ci dobbiamo pensare alla scuola dell’obbligo.

Quando il bimbo o la bimba, qui in Svezia, entrano nel loro sesto anno di vita vengono invitati ad iscriversi in quella che è la förskolaklass, ovvero una sorta di classe di transizione tra l’asilo e le elementari. Per saperne di più sul sistema scolastico svedese leggi questo post di Manuela: il sistema scolastico svedese.

Una lettera del Comune di Stoccolma ci informava che dal 15 gennaio al 15 febbraio  abbiamo la possibilità (dovere, ora che la förskolaklass è obbligatoria) di indicare cinque preferenze in merito alle scuole che vorremmo far frequentare a nostro figlio. Il genitore infatti non sceglie direttamente la scuola (förskolaklass e grundskola) che il bimbo/bimba andrà a frequentare; abbiamo la facoltà di indicare cinque preferenze, sarà poi il comune ha decidere – tra tutte le candidature arrivate alle singole scuole – se il bimbo rientra tra gli aventi diritto o meno.

Ieri sera quindi mi sono incamminato verso l’incontro informativo organizzato da una delle scuole presso le quali vorremmo iscrivere il nostro primogenito. L’informationsmöte (così si chiamano questi incontri) era previsto per le 18.30, ma già alle 17.30 è stato possibile partecipare al tour guidato della scuola organizzato dei ragazzi della terza, quarta e quinta classe (dai 9 agli 11 anni): è stato uno spasso!

Io prima di ieri non ero mai entrato in una scuola svedese e ammetto che è stata un’esperienza bellissima. Esistono aule per lavorare il legno, per fare lavoretti e cucire, esiste un’aula/cucina dove i bimbi imparano a cucinare piatti semplici e a riconoscere i cibi più sani e il loro impatto sulla natura. Ho visitato l’aula dedicata all’educazione musicale all’intero della quale vi erano poste tre batterie, due pianoforti, tastiere, chitarre, etc.

La scuola conta circa 90 dipendenti per circa 470 alunni; il rapporto insegnanti/alunni è di circa 11/12 alunni per insegnante e ciò mi ha colpito parecchio. Pensa che quando io ho fatto le elementari l’approccio educativo era completamente diverso (sia da quello svedese, ma anche da quello italiano di oggi). L’attenzione è oggi più incentrata sullo sviluppo del bambino e la suacapacità di relazionarsi in società piuttosto che sulla trasmissione di nozioni da un adulto ad un non-adulto.

Inoltre in Svezia è possibile (dal primo anno di grundskola quindi dai 7 anni) far studiare la madrelingua (modersmål) ai bambini; ad esempio nel nostro caso i nostri bimbi studieranno italiano a scuola una volta alla settimana in modo che la loro conoscenza della lingua di origine non sia solo parlata, bensì possano anche scrivere in italiano. La rettrice della scuola ieri ha sottolineato con fierezza che all’interno del suo istituto si studiano in totale ben 40 lingue e ciò secondo me è fantastico.

Da genitori eravamo preoccupati di scegliere la scuola migliore per i nostri bimbi, ma ora sappiamo che faremo la nostra scelta più consapevolmente e con maggiore tranquillità.

kids-2985782_1920

Annunci